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I successori di Rossignol non furono all'altezza del loro predecessore e, purtroppo, dopo la sua morte, i suoi codici non furono più usati ed i particolari del loro funzionamento furono dimenticati. Ciò rese illeggibili numerosi documenti conservati negli archivi francesi.
Il servizio di cifratura francese, infine, scomparve per due motivi: l'attività fu orientata maggiormente verso il servizio di spionaggio mentre l'azione disinvolta delle cd. "Camere nere" europee - che leggeva tutta la posta che partiva ed arrivava dalle corti reali - indusse gli ambasciatori ad evitare l'impiego della posta reale ed a ricorrere sistematicamente alla valigia diplomatica, molto più lenta ma più sicura.

Il "Cabinet noir", poi, venne soppresso durante la Rivoluzione: il 10.8.1790 la Costituente dichiarò l'inviolabilità della corrispondenza, principio che verrà affermato con una legge del 1850.
La crittologia francese entrò, quindi, in lento declino e ne è testimonianza, per esempio, il fatto che, nel 1796, gli emigranti francesi realisti e controrivoluzionari comunicavano con i loro partigiani in Francia impiegando un sistema che altro non era che un semplice cifrario di Cesare, completato di un piccolo nomenclatore di facile decrittazione.

La situazione non migliorò affatto durante il Direttorio o l'Impero. Infatti, all'epoca della campagna d'Italia, Napoleone BONAPARTE utilizzava anch'egli un semplice cifrario a sostituzione del tipo di quello di Cesare e, talvolta tutte le lettere non venivano cifrate e comparivano in chiaro nel messaggio.
Con l'avvento dell'Impero, Napoleone dispose l'utilizzo di una Grande Chiffre e di una Petit Chiffre - che nulla avevano a che vedere con quelle del Rossignol - delle quali, però, venne fatto poco e cattivo uso. Soprattutto la Petit Chiffre non fu mai cambiata durante tutta la campagna di Russia e i servizi dello zar Alessandro I la decifravano con tutta facilità.

La debolezza dei cifrari usati in seguito è testimoniata da un fatto importante: nel 1832 la duchessa de BERRY tentò di sollevare la Vandea per togliere il trono a Luigi Filippo e restaurare la dinastia dei Borboni in Francia: il progetto fallì perché la polizia intercettò e decifrò con facilità una lettera inviata dalla duchessa ad un suo agente a Parigi.
Il risveglio dell'arte crittografica in Francia avvenne intorno alla fine del 1800 con la lotta agli anarchici, dei quali furono decifrati alcuni messaggi poi presentati al processo di Ravachol (1892).

Il cifrario di Rossignol fu ricostruito, nel 1893, dal generale Bazeries; la decifrazione del famoso telegramma Panizzardi, collegato all'affare Dreyfus, è del 1894, mentre nel 1899 furono decifrati i messaggi del duca d'Orleans e del partito realista che avevano complottato per rovesciare la Repubblica.


Bibliografia e Collegamenti

  • S.Singh, "Codici e segreti", Rizzoli, Milano 1999
  • AA.VV., "L'art du secret", Dossier Pour la Science no 36, juillet/octobre 2002

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