La Gran Cifra fu inventata da una equipe familiare di crittografi,
padre e figlio: Antoine e Bonaventure Rossignol. Durante la guerra contro
i protestanti, il principe di Condé aveva posto l'assedio a Réalmont.
La città resisteva con tutte le forze e le truppe francesi rischiavano
di essere decimate dalle malattie. Condé dovette decidere se attaccare
subito o se togliere l'assedio ed aveva già deciso per la ritirata,
quando fu fatto prigioniero un soldato, al servizio degli Ugonotti,
che aveva tentato di passare le linee nemiche. All'uomo fu trovato addosso
un documento contenente una poesia così brutta che fu chiaro a tutti
che nascondeva un messaggio segreto.
Lo stato maggiore di Condé si
mise all'opera per la decifrazione ma, ben presto, si rese conto di
non riuscire nell'impresa. Fu in quel momento disperato che un ufficiale
si ricordò di conoscere un gentiluomo di campagna della zona, studioso
appassionato di matematica e di crittografia.
Antoine Rossignol riuscì (1626), nella stessa
giornata in cui gli fu consegnato, a decifrare il messaggio. Nel testo
c'erano importanti indicazioni sulla reale condizione degli Ugonotti
nella città assediata, poiché scarseggiavano le munizioni e nello scritto
si paventava la resa della città se non fosse stata inviata subito una
spedizione in suo soccorso. Condé restituì a tarda sera il documento,
con la decifrazione del messaggio segreto nascosto nella poesia, agli
assediati di Réalmont e la mattina seguente la città si arrese.
I Rossignol furono ammessi a corte con incarichi di rilievo, prima al
servizio di Luigi XIII poi del suo successore il Re Sole che fu così
colpito da tanta abilità che fece spostare i loro uffici accanto ai
suoi appartamenti, in modo che potessero svolgere un ruolo di primo
piano nell'elaborazione della politica diplomatica francese.
Il maggior merito dei Rossignol fu intuire la possibilità di un sistema crittografico molto più resistente di quelli utilizzati in precedenza. In effetti il metodo da loro ideato fu così forte da sventare tutti i tentativi dei crittoanalisti stranieri di impadronirsi dei segreti francesi.
Il cifrario dei Rossignol rimase in uso sino alla fine del 1700 durante
il regno di Luigi XIV ed impiegato da LOUVOIS e CATINAT, che istituirono
un servizio permanente di decrittazione - divenuto famoso come "Cabinet
noire" (Camera nera) e già esistente durante il regno di Enrico
IV - da loro riorganizzato e reso più efficiente. Resterà, per lunghissimo
tempo, il servizio, primo fra tutti quelli d'Europa, e sarà completato
durante il regno di Luigi XV (il "Secreto del Re") che riuscirà a violare
il servizio di cifra impiegato a Vienna per cui riceverà, regolarmente,
copie dei messaggi decifrati due volte alla settimana.
I codici di
Rossignol - la Grande Chiffre riservata al re ed ai suoi stretti collaboratori,
e la Petite Chiffre, utilizzata dai subalterni della
corte reale - sono di un tipo particolare cd. "disordinato",
in quanto le parole in successione alfabetica del "repertorio o nomenclatore"
(ad esempio: affare, azione, attacco, altro, avviso, ecc.) venivano
fatte corrispondere non già ad una successione numerica ordinata (ad
esempio: 135, 136, 137, 138, 139, ecc.) ma a dei numeri
a caso.



