ULTIMO AGGIORNAMENTO: 05/01/2004

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Con l’invenzione della stampa la crittologia assunse una veste decisamente più scientifica, l’impiego dei sistemi di cifratura s’impose e divenne generale nelle relazioni diplomatiche ed al più alto livello del comando militare.
In Francia non mancarono personaggi di grande fama per la loro grande esperienza in questa disciplina. Già durante il regno di Luigi XII, il re aveva avuto modo di conoscere il sistema di cifratura che gli Sforza avevano fatto sviluppare dal loro crittografo, Cicco Simonetta, così come al servizio della Serenissima c’era Giovanni Soro, alla Curia romana, l’Alberti e l’Argenti, a Napoli, Giovanni Battista Porta.

Ecco alcuni nomi di francesi illustri nell’arte crittografica:

PHILIBERT BABOU

bourdaisiere

Signore del castello della Bourdaisière, vicino Tours, a sud-est del paese di Montlouis sur Loire. Nel XIV secolo, sul luogo, esisteva già una fortezza che apparteneva a Jean le Meingre detto "Boucicault". Nel XV secolo, dopo numerosi cambiamenti, il castello divenne proprietà di Nicolas Gaudin, tesoriere della regina di Francia. Il 28 aprile 1510, Philibert Babou sposò Marie Gaudin e, divenuto signore della Bourdaisière (1520), fece ricostruire completamente il castello - alle cui spese contribuì lo stesso re di Francia - conservando solo la vecchia torre medievale dell’angolo nord-ovest.
Valletto di camera del re di Francia Luigi XII, poi crittografo di Francesco I ed Enrico II, era abilissimo nel decrittare i messaggi intercettati in qualsiasi lingua essi fossero scritti. Tesoriere del re, sovrintendente generale alle Finanze (1527) prese il posto di Jacques de Beaune, barone de Semblancay e sindaco di Tours, accusato di malversazione dalla regina madre, Luisa di Savoia che lo fece condannare a morte.

Babou fu grandemente ricompensato e non è certo se tanta regale munificenza fosse dovuta solo alla remunerazione dei suoi servigi per i numerosi incarichi a corte o piuttosto anche per l’intraprendenza della sua sposa - donna bellissima - che era diventata l’amante di re Francesco (la Belle Babou) e poi del suo più grande rivale, evidentemente non solo in guerra, l’imperatore Carlo V.
Nella chiesa di Saint Denis, ad Amboise, c’è un monumento marmoreo della Scuola di Tours, raffigurante una "deposizione di Cristo", che proviene dalla vecchia cappella della Bourdaisière. Secondo la tradizione Philibert Babou vi sarebbe rappresentato nella persona di Giuseppe d’Arimatea, Marie Gaudin in quello della Vergine e le loro tre figlie in quella delle Sante Donne.

Il punto dolens del metodo di sostituzione classico, come il metodo di Cesare e di Trithèmius, era quello di non sfuggire all’analisi delle frequenze e la soluzione trovata fu quella di rimpiazzare una lettera non già con un simbolo unico ma con altro, scelto a caso, all’interno di un gruppo di simboli proporzionali alla frequenza della lettera da cifrare. Questo tipo di sostituzione è chiamata "omofonica".
Il metodo inventato da Babou (1558) ne è un esempio evidente anche se non tiene conto solo delle frequenze d’apparizione delle lettere nella lingua francese. Infatti, per meglio confondere i crittoanalisti egli inserì anche delle lettere nulle, dei simboli speciali per i bigrammi ed un piccolo nomenclatore.