Con l'invenzione della stampa la crittologia assunse una veste decisamente
più scientifica, l'impiego dei sistemi di cifratura s'impose e divenne
generale nelle relazioni diplomatiche ed al più alto livello del comando
militare.
In Francia non mancarono personaggi di grande fama per
la loro grande esperienza in questa disciplina. Già durante il regno
di Luigi XII, il re aveva avuto modo di conoscere il sistema di cifratura
che gli Sforza avevano fatto sviluppare dal loro crittografo, Cicco
Simonetta, così come al servizio della Serenissima c'era
Giovanni Soro, alla Curia romana, l'Alberti
e l'Argenti, a Napoli, Giovanni Battista
Porta.
Ecco alcuni nomi di francesi illustri nell'arte crittografica:
PHILIBERT BABOU
Signore del castello della Bourdaisière, vicino Tours, a sud-est
del paese di Montlouis sur Loire. Nel XIV secolo, sul luogo, esisteva
già una fortezza che apparteneva a Jean le Meingre detto "Boucicault".
Nel XV secolo, dopo numerosi cambiamenti, il castello divenne proprietà
di Nicolas Gaudin, tesoriere della regina di Francia. Il 28 aprile 1510,
Philibert Babou sposò Marie Gaudin e, divenuto signore della Bourdaisière
(1520), fece ricostruire completamente il castello - alle cui spese
contribuì lo stesso re di Francia - conservando solo la vecchia torre
medievale dell'angolo nord-ovest.
Valletto di camera del re di Francia
Luigi XII, poi crittografo di Francesco I ed Enrico II, era abilissimo
nel decrittare i messaggi intercettati in qualsiasi lingua essi fossero
scritti. Tesoriere del re, sovrintendente generale alle Finanze (1527)
prese il posto di Jacques de Beaune, barone de Semblancay e sindaco
di Tours, accusato di malversazione dalla regina madre, Luisa di Savoia
che lo fece condannare a morte.
Babou fu grandemente ricompensato e non è certo se tanta regale munificenza
fosse dovuta solo alla remunerazione dei suoi servigi per i numerosi
incarichi a corte o piuttosto anche per l'intraprendenza della sua sposa
- donna bellissima - che era diventata l'amante di re Francesco (la
Belle Babou) e poi del suo più grande rivale, evidentemente non solo
in guerra, l'imperatore Carlo V.
Nella chiesa di Saint Denis, ad
Amboise, c'è un monumento marmoreo della Scuola di Tours, raffigurante
una "deposizione di Cristo", che proviene dalla vecchia cappella della
Bourdaisière. Secondo la tradizione Philibert Babou vi sarebbe rappresentato
nella persona di Giuseppe d'Arimatea, Marie Gaudin in quello della Vergine
e le loro tre figlie in quella delle Sante Donne.
Il punto dolens del metodo di sostituzione classico, come il metodo
di Cesare e di Trithèmius, era quello di non sfuggire all'analisi delle
frequenze e la soluzione trovata fu quella di rimpiazzare una lettera
non già con un simbolo unico ma con altro, scelto a caso, all'interno
di un gruppo di simboli proporzionali alla frequenza della lettera da
cifrare. Questo tipo di sostituzione è chiamata "omofonica".
Il metodo inventato da Babou (1558) ne è un esempio evidente anche se
non tiene conto solo delle frequenze d'apparizione delle lettere nella
lingua francese. Infatti, per meglio confondere i crittoanalisti egli
inserì anche delle lettere nulle, dei simboli speciali
per i bigrammi ed un piccolo nomenclatore.



