Già abbiamo avuto modo di parlare del
visconte di BARRAS, capo del Direttorio
nel 1795 - politicamente legato all'allora generale NAPOLEONE BONAPARTE
al quale aveva fatto conoscere la bella creola, poi diventata la sua
futura sposa, JOSEPHINE BEAUHARNAIS - e che era stato l'autore di un
libro, le "Mémoires", in cui avrebbe trattato la genealogia dei re merovingi
fino al 1790. Ebbene, anche Napoleone si era molto interessato alla
storia di questi primi re di Francia.
Con SIEYES,
altro influente membro del Direttorio (1795-1799), Napoleone aveva dato
incarico all'abate PICHON di fare approfondite ricerche
sull'argomento che costui completò tra il 1805 ed il 1814.
Il marchese
de Cherisey, l'amico di Plantard, sostiene
[2] che, dopo gli studi
fatti da Pichon, l'abate Sieyès, venuto a sapere della sopravvivenza
della dinastia merovingia, informò Bonaparte e l'esortò a sposarsi con
Joséphine, vedova del generale ALEXANDRE BEAUHARNAIS, discendente dai
Merovingi, tanto che dopo il matrimonio con la di lui moglie, Napoleone
ne adottò i due figli.
Nell'armata napoleonica militarono membri
della famiglia Hautpoul: uno di essi fu lo scopritore materiale della
famosa stele di Rosetta e AMAND fu un celebre generale e non si può
escludere che i membri della famiglia sapessero dell'interesse di Napoleone
per la dinastia merovingia.
Tra le altre cose, a Napoleone interessava accertare
che la dinastia dei Borboni era illegittima. E quando
si incoronò Imperatore dei Francesi (non di Francia) la cerimonia, che
ebbe significative sfumature merovingie (il manto regale era stato trapuntato
con le api d'oro rinvenute nella tomba del re Childerico I, scoperta
nel 1653) a quanto viene detto sarebbe stato il risultato degli studi
di Sieyès e Pichon.
Napoleone fece applicare le piccole api d'oro
sul manto regale, da lui usato per la cerimonia d'incoronazione nel
1804, rivendicando tale diritto in virtù della sua discendenza da re
ROHAN SGUARDO, figlio naturale (riconosciuto nel 1677) del re inglese
CARLO II STUART e della duchessa MARGHERITA DE ROHAN
[3].
Gli Stuart avevano
a loro volta diritto a tale emblema perché, al pari dei conti di Bretagna
loro parenti, discendevano dal fratello di CLODIONE,
FREDEMONDO: quindi, come i re MEROVINGI, discendevano egualmente dai
"Re Pescatori", attraverso quest'ultimo. L'ape merovingia fu adottata
dagli Stuart esiliati in Europa: ed infatti, api intagliate, sono state
riprodotte e si vedono ancora in alcuni vetri giacobiti.
Se ciò è vero, Napoleone intendeva gettare le fondamenta di un nuovo impero merovingio.
Non avendo avuto eredi dal matrimonio con Joséphine, Napoleone sposò
MARIA LUIGIA, figlia dell'Imperatore d'Austria, una Asburgo, famiglia
di discendenza merovingia, che gli diede un figlio, Napoleone II, con
"sangue merovingio" nelle vene.
De Cherisey, inoltre, insinuò che
l'arciduca Carlo, fratello della seconda moglie di Napoleone, si lasciò
convincere a perdere la battaglia di Wagram, nel 1809, in cambio di
una parte del tesoro che Napoleone avrebbe trovato nel Razès.
Questo
tesoro, forse, era stato in seguito fuso come quello di PETROASSA, località
della Romania, dove era stato scoperto nel 1837 e che, all'epoca, faceva
parte dell'Impero austriaco; dato, dunque, che anche la famiglia degli
Asburgo discendeva dai re Merovingi, si può capire perché i suoi membri
attribuissero tanto valore a quel tesoro e perché Saunière
avesse scelto di seguire la strada di Jean Salvador e della zia Maria
Teresa, vedova del conte di Chambord.



