ULTIMO AGGIORNAMENTO: 06/03/2005
È noto, infatti, dalla storia dell'antico manoscritto, che la prima "copia" disponibile di quel testo, quasi in originale, è stata predisposta a Cambridge, dal Kipling, nel 1793 ma, a quella data, Antoine Bigou era già in esilio da oltre un anno (Sabadell, Spagna, 9.1792).
Dovendo, pertanto a maggior ragione, escludere l'ipotesi di un'antica formazione delle pergamene, a questo punto è
d'uopo tornare a riprendere in considerazione ed a vagliare le dichiarazioni dell'unico personaggio che ha sostenuto -
peraltro molto tardi nella vicenda di Rennes le Château - di esserne stato l'ideatore e l'autore materiale, il terzo
tra gli enigmatici personaggi di questa storia che formavano il gruppetto soprannominato, dallo scrittore e giornalista
JEAN LUC CHAUMEIL, i "trois mousquetaires": il marchese Philippe de Chérisey.
Se, dunque, ripercorriamo la strada delle informazioni che, ad oggi, ci sono note sui due documenti, scopriamo che il
nostro nobiluomo è poco credibile perché ha dato due diverse e contrastanti versioni sul tempo della
realizzazione e dell'utilizzo delle pergamene.
Infatti, dall'esame delle notizie e delle dichiarazioni relative al periodo:
1967/1970
Sembra potersi acquisire la certezza che la fabbricazione dei due documenti sia stata fatta in un periodo antecedente
all'ottobre 1967, data in cui de Chérisey aveva ricevuto la lettera dal suo avvocato, un atto preliminare
all'eventuale azione legale contro le Edizioni Julliard e de Sède, casa editrice ed autore di "L'Or de
Rennes" (1), per l'utilizzo non autorizzato delle pergamene (2).
La prima data, indicata dal marchese nel 1961, appare, però, di troppo anteriore a quella dell'utilizzazione dei
documenti nel libro di de Sède (1967) e non si capisce perché de Chérisey, ancorché giè
a conoscenza del mistero di Rennes le Château, si sia preoccupato della loro fabbricazione senza avere ancora
chiaro in mente di cosa poi farsene. Né, si può ipotizzare un interesse prematuro alle stesse da parte di
de Sède che, all'epoca, stava sì scrivendo un libro, pubblicato nel 1962 ("Les Templiers sont parmi
nous ou l'énigme de Gisor") ma, in quello che vi si narrava, non c'era nulla che anticipasse quanto, invece,
avrebbe formato l'ossatura della storia di "L'Or de Rennes".
Anche nella successiva edizione del primo libro (3) de Sède non aveva ancora spiegato la provenienza dei documenti riprodotti. Al contrario, vi esprimeva l'opinione che "a dispetto dello stile arcaico della scrittura, le due pergamene non mi sembravano così antiche e parevano scritte in codice". Inoltre non aveva fatto alcun accenno al testo chiaro dei due messaggi nascosti nelle pergamene. Solo per quello maggiore c'era un riferimento ad un lavoro svolto da "esperti crittografi" la cui conclusione era stata che i documenti contenevano testi cifrati con "una sostituzione a doppia chiave ed una trasposizione eseguita su un disegno a scacchiera, con ulteriori complicazioni sotto forma di errori intenzionali intesi a portare il decifratore su false piste". Solo verso la fine dell'anno 1970 e gli inizi del 1971 cominciano a filtrare le prime notizie sulla "falsità" delle pergamene e l'attribuzione della loro paternità al de Chérisey. (4)
L'assoluta mancanza di un'indicazione sulla provenienza delle pergamene e sui messaggi nascosti, ovviamente, contrasta con quanto all'epoca della pubblicazione del libro di de Sède sembrava, invece, già essere noto a qualcuno. Infatti nell'agosto 1965 era stato depositato, presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, un libretto il cui autore, indicato in MADELEINE BLANCASSAL ("Les descendants mérovingiens à Rennes le Château), è stato invece individuato, dalla critica odierna, nella coppia Chérisey-Plantard. In esso, per la prima volta, veniva pubblicamente rivelato il testo chiaro del messaggio nascosto nella seconda pergamena (BERGERE PAS DE ..) ed i suoi evidenti legami con la lapide verticale della tomba della marchesa d'Hautpoul, del cui testo costituiva un perfetto anagramma.




