ULTIMO AGGIORNAMENTO: 06/03/2005

È de Sède che afferma essere quelle ritrovate da Saunière, durante alcuni lavori di restauro (1891?), nella cavità interna di un pilastro visigoto che sorreggeva l’altare (o, secondo un’altra versione, nella balaustra di legno) nella chiesa di S. Maria Maddalena.

pergamena 1

Il testo della prima pergamena riporta un intero brano ripreso da un antico codice "latino" del Nuovo Testamento contenente passi noti dei Vangeli di Luca (c 6, vv 1-4), Matteo (c 12, vv 1-4), e Marco (c 2, vv 23-26) e dei quali costituisce un'interpolazione.
Nella seconda pergamena, invece, è stato riportato un brano più lungo del Vangelo di Giovanni (c 12, vv 1-11).

Entrambe contengono dei codici: nella prima è in chiaro ed è facilmente rilevabile per la presenza di alcune lettere scritte rialzate tra le righe del testo; nella seconda è cifrato ed è nascosto tra le lettere del brano del Vangelo.

Alcune fotografie delle pergamene, così come erano state pubblicate nel libro di Gérard DE SÈDE, furono mostrate ad HENRY LINCOLN dal marchese PHILIPPE DE CHERISEY (1979) durante le riprese di un documentario televisivo BBC sul mistero di Rennes le Chateau dopo l’intervista a Pierre Plantard. In quell’occasione l’autorevole rappresentante del PRIORATO DI SION affermò che le pergamene erano state "confezionate" da de Chérisey ed è questa la notizia che è stata poi riportata da Lincoln in un suo successivo libro.
Dichiarazioni analoghe furono di nuovo fatte, da de Chérisey e Plantard, dopo le indagini svolte da Lincoln per scoprire l’origine e la destinazione finale delle copie e degli originali delle pergamene.
pergamena 2 Quelle riportate nel libro di De Sède, quindi, sono copie che, forse, solo in piccola parte rispecchiano il contenuto degli originali trovati da Saunière e che, dopo alterne vicende, sono finite in mano a privati (Cavalieri di Malta? - Lega Internazionale dei Librai Antiquari?) e, non essendo più disponibili, sono state abilmente sottratte in modo tale da poter escludere qualsiasi possibilità di eseguirvi opportuni esami anche fisici.

All’epoca della loro scoperta Saunière ne dovette preparare più copie.
Un primo gruppo venne fatto per il sindaco del comune di Rennes le Château che, venuto a conoscenza del loro ritrovamento, ordinò al prelato di consegnargliele: si dice che siano andate distrutte in un incendio scoppiato negli uffici comunali avvenuto intorno al 1920.
Un secondo gruppo fu fatto per l’abate Emile HOFFET, l’esperto di esoterismo, legato alla chiesa ed al famoso seminario di SAINT SULPICE di Parigi, cui Saunière era stato inviato dal vescovo di Carcassonne, monsignor BILLARD, per la decodificazione del testo cifrato delle pergamene (1891/1893?).

Alla morte dello studioso, sembra che le copie furono rubate o vendute a privati assieme ai numerosi volumi che componevano la sua biblioteca (1946).
Gli originali in possesso di Saunière, infine, furono lasciate in eredità ad una sua nipote (Berta JAMMES) anche se nei due testamenti noti del curato di Rennes le Château non esiste alcun lascito o legato a favore della parente.