ULTIMO AGGIORNAMENTO: 02/07/2007

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Nonostante il "tour" usato nella pergamena grande sia stato ricostruito questo non spiega tutto perché resta da trovare chi veramente ha trovato ed in quale epoca è stata elaborata la variante al primo "tour" di Eulero. Se dovesse risalire all'era di Bigou, stante la particolarità dei metodi utilizzati - problemi assai complessi la cui comprensione ed utilizzazione delle soluzioni implica una cognizione superiore della matematica - è fortemente improbabile che l’abate Bigou ne fosse stato a conoscenza e l’abbia utilizzato nella codifica del testo segreto anche se non era impossibile; all’epoca della presunta della stesura della pergamena (1791) anche il problema del "passo del cavallo" era già stato risolto, alcune soluzioni scoperte che, forse, potevano essere abbastanza note quantomeno nell’ambito dei giocatori di scacchi.

Sul problema crittografico ed i metodi applicati al messaggio nascosto nella pergamena grande il de Chérisey ci minchiona anche dopo morto perché il sistema che ci ha illustrato non è farina del suo sacco. Le implausibili, a volte anche sbagliate, spiegazioni che dà - sia in "Pierre et Papier" che in "Circuit" - dimostrano chiaramente che il lavoro è stato fatto da un esperto e non certo dal marchese che, con buona probabilità, venne informato di tutto da qualcuno dei membri del Priorato di Sion, forse quando ne divenne il capo. Fa, quindi, solo sorridere la sua gratuita polemica contro il comandante LERVILLE (5) ed il colonnello ARNAUD, entrambi crittografi, membri - ed il primo anche capo per ben 12 anni - della nota ASSOCIATION DES RESERVISTES DE CHIFFRE.

Già de Chérisey aveva commesso un grave errore: Lerville non ha mai dato nel suo libro la benché minima prova dell'utilizzazione del "tour" del cavallo nei sistemi crittografici, tantomeno in Francia, poiché si era limitato solo ad affermare che questi erano conosciuti ed usati dagli Ismailiti (6); anzi aveva ripetuto l'errore quando sosteneva che l'ultima operazione da fare per la decifrazione finale doveva farsi sulla scacchiera, con una tecnica ben nota ai crittografi - la chiave di Vigenère - conosciuta come la più antica forma d'alfabeto segreto (7), la cui spiegazione poteva essere trovata nel libro di René Cerlier (8). Ebbene, in questo breve passo, l'ineffabile marchese aveva sommato errore su errore. È evidente che la tecnica del passo del cavallo non ha nulla a che fare con la chiave di Vigenère che, a sua volta, non era affatto un alfabeto segreto (come, ad esempio, quello dei Templari o dei Massoni) e, dulcis in fundo, Remi Ceillier (e non Cerlier) non aveva trattato per niente il problema del passo del cavallo nell'opera citata.

Ma il fatto più grave resta l'ignoranza sul problema del "tour", da parte del marchese, che è abissale perché costui aveva anche affermato che la conoscenza dell'utilizzo del passo del cavallo non avrebbe consentito alcuna "riuscita" poiché c'erano un centinaio di soluzioni possibili e ci sarebbero voluti dei giorni se non addirittura dei mesi per scoprire la soluzione (9). Ebbene le attuali stime sul numero dei "tour" possibili su una scacchiera di 64 caselle sorpassano in modo iperbolico quello indicato dal de Chérisey e neanche il più potente computer odierno sarebbe in grado di trovarli tutti in un periodo infinito di tempo.

Ma anche a volergli credere - e, cioè, che l'artefice di tutto fosse stato davvero l'ineffabile marchese - rimane comunque l'aspetto importante che questi avrebbe costruito un così complesso sistema crittografico che non sarebbe servito ad un bel niente!: la lapide con i suoi errori riservava un messaggio che è un anagramma dell'epitaffio; bastava trovare una regola più semplice per nasconder la soluzione in modo da rendere mediamente difficoltosa la successiva decifrazione del messaggio segreto.
Ed infatti, di questo pare esserne stato conscio lo stesso de Chérisey, quando al protagonista del suo romanzo, Charlot, fa perlomeno ritrovare la "griglia" necessaria ed assolutamente indispensabile per decifrare il messaggio segreto nella pergamena grande (10).