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Le tecniche crittografiche applicate per elaborare il messaggio nascosto nella pergamena grande sono più d'una. La loro natura è stata svelata dal marchese de Chérisey che, per la prima volta, le ha indicate nell'appendice di un suo romanzo [1]. Al momento c'interessa non tanto la ricostruzione dei vari metodi crittografici che erano stati utilizzati nella pergamena ma la possibilità che questi potessero essere stati davvero presi in considerazione dall'abate Bigou (o da chi per lui) all'epoca della preparazione della lapide verticale della tomba della marchesa de Nègre.

La tecnica del "Passo del Cavallo"

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Il passaggio iniziale consiste nella trasposizione delle prime 64 lettere del messaggio nascosto tramite una griglia 8x8 che utilizza un "tour" del cavallo sulla scacchiera (pista segnata in rosso) la cui particolarità è quella di toccare tutte le case passandoci una sola volta.

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Il messaggio criptato è dato da un nuovo quadrato formato prendendo le lettere del messaggio in chiaro nel quadrato alfabetico nell'ordine preciso indicato dalla sequenza dei numeri che compongono il "tour" del cavallo (quadrato numerico) e, cioè: la prima lettera è la 60ª (X), la seconda la 15ª (N), la terza la 46ª (L), ecc.., sino alla fine del messaggio (praticamente un anagramma del testo originale).

Dato che il testo completo è di 128 lettere la seconda parte del messaggio viene trasposta utilizzando la stessa griglia numerica di partenza, rovesciata dal basso verso l'alto.

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Operando come già fatto sopra si prendono prima la 25ª (A), poi la 50ª (I), ed ancora la 11ª (E) lettera ottenendo la seconda griglia alfabetica.
Osservando con attenzione la pista evidenziata in rosso sottesa ai numeri nel quadrato numerico (60,15,46..) vi si riconosce il noto percorso grafico utilizzato in uno dei quindici "tour" raffigurati nella memoria del 1759, relativa al problema del percorso del cavallo, inviata da EULERO [2] all'Accademia di Berlino ma pubblicata solo nel 1776.

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Nel suo lavoro il matematico tedesco aveva esaminato lo schema di diciassette "tour" ed aveva anche dato qualche regola per la loro composizione. Quello utilizzato da de Chérisey, però, è una variante di uno di essi; infatti Eulero aveva dato spiegazioni per costruire altri "tour" che si potevano derivare dai suoi seguendo regole divrese da quelle successivamente trovate da altri matematici interessati all'argomento (rotazione, riflessione, ecc.).

Una spiegazione dettagliata di come si possa riprodurre il quadrato numerico necessario per la crittazione della pergamena grande, partendo dal percorso del cavallo di Eulero, è stata fatta da Tomatis [3] che ha proposto una ricostruzione del "tour" - a suo dire - solo sulla base delle indicazioni date da de Chérisey. Ma le notizie passate dall'ineffabile marchese, nell'appendice del suo romanzo, sono assai stringate né, peraltro, se ne ottengono di migliori e di più precise dalla lettura dell'altra sua opera di recente pubblicata da un noto scrittore francese, suo amico e confidente [4].

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