antiquahistoria

exposition

I quadri originali proposti da Poussin sembrarono troppo cari al Sovrintendente, per cui si accontentò di due copie, "L'exposition de Moise", "la Vierge avec Jesus" e di un paesaggio, opera del cognato del pittore francese, Gaspard DUGHET. Assieme ad altri due quadri del VERONESE, "David et Bethsabée" e "Persée et Andromède", alla fine anche "La Manne" di Poussin, andò a far parte dei pezzi forti della sua collezione, a cui si aggiunsero numerosi altri quadri di artisti minori. La corrispondenza con il fratello Louis, spedita dalla Francia sin dal 1655, non denota alcuna eccellenza nel gusto sia da parte del committente che del procuratore delle opere, di fatto assai limitata, al confronto di quella di Mazarino o di Luigi XIV. [2]

In realtà sembra che la vera natura della missione di Louis fosse quella di spiare M. DE LIONNE, l'ambasciatore francese a Roma. Durante il soggiorno romano, Louis ebbe ad incontrare Poussin per il quale era latore di una lettera del fratello Nicolas. La risposta fu scritta personalmente dal giovane abate e contiene alcuni passi dai toni veramente misteriosi:

Rome, 17 apvril 1656
J'ai rendu a M. Poussin la lettre que vous luy faites l'honneur de luy escrire; il en a temoigne toute la joie inimaginable. Vous ne sauriez croire, Monsieur, ni les peines qu'il prende pour vostre service, ni l'affection avec laquelle il les prend, ni le mérite et la probité qu'il apporte en toutes choses. Luy e moy, nous avons projeté de certaines choses dont je pourray vous entretenir à fond dans peu, qui vous donneront par M. Poussin des avantages (si vous ne les voulez pas mépriser) que le roys auraient grandes peines à tirer de luy, et qu'après luy personne au monde ne recouvrera jamais dans les siècles advenir; et, ce qui plus est, cela serait sans beaucoup de dépenses et pourrait mesme tourner a profit, et ce sont choses si fort à rechercher que quoy que ce soit sur la terre maintennant ne peut avoir une meilleure fortune ni peut-estre ésgalle.

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Sulla natura del segreto comunicato da Poussin a Fouquet - ancor oggi del tutto ignoto - alcuni ricercatori hanno prospettato ipotesi abbastanza fantasiose e, cioè, che il pittore francese conoscesse metodi particolari per la produzione di falsi artistici o un sito archeologico in qualche modo legato alla figura del poeta VIRGILIO, all'epoca ancora sconosciuto e di particolare valore ed importanza [4]. Entrambe, però, appaiono poco confacenti al tenore della lettera dell'abate Louis, soprattutto per quanto concerne l'affermazione che il solo Poussin sarebbe stato a conoscenza di così grande segreto e che, con la sua scomparsa, sarebbe stato dimenticato per sempre.

castello vicomte

Orbene quale che fossero i «vantaggi che i re avranno grande pena ad ottenere da lui e che dopo di lui nessuno al mondo riscoprirà mai più nei secoli futuri», purtroppo, sembra che la lettera possa veramente aver esplicato i suoi effetti funesti sul povero Sovrintendente. Circa due anni dopo (17.8.1661) dalla sua redazione il Re Sole, di buon mattino si recò in visita al castello di Vaux le Vicomte dove assistette ad una festa magnifica e fastosa ma, la sera stessa, al suo ritorno, dette ordine al celebre moschettiere D'ARTAGNAN di arrestare il Fouquet (5.9.1661) che rimase prigioniero a vita, isolato di castello in castello, sino alla morte. La sua sfortunata fine, peraltro, ha contribuito anche ad alimentare la lista dei candidati alla leggenda della Maschera di Ferro.

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