Per almeno due secoli i vari regni furono in guerra tra loro mentre le linee di successione si aggrovigliarono sempre più e le pretese ai troni crearono grandi confusioni. L'autorità che un tempo era stata nelle mani di Clodoveo si frammentò, divenne sempre più fiacca e l'ordine civile si disgregò. Gli intrighi, le macchinazioni ed i sequestri di persona e gli assassinii politici diventarono sempre più frequenti tra i discendenti dei vari regni di origine merovingia, mentre i cancellieri di corte ed i Maestri di Palazzo accumularono un potere sempre più grande; fatti questi narrati da storici dell'epoca e mirabilmente ripresi, ad esempio, nei racconti dello scrittore francese THIERRY [4].
Non è possibile entrare nel dettaglio degli avvicendamenti di Re, Regine, Maestri di palazzo ed altri ancora che caratterizzarono il periodo intercorrente tra il regno di Clodoveo e l'ultimo re merovingio spodestato da Pipino il Breve. Accese furono le lotte per la successione ereditaria e dinastica, in quest'epoca tutta caratterizzata da feroci e brutali uccisioni all'interno dello stesso clan familiare, da deposizioni attuate con intrighi di corte che, nel migliore dei casi, finivano con tonsure forzate ed il ritiro a vita, indifferentemente di Re o Regine, in conventi: tutto ciò segnò inevitabilmente la caduta della prima dinastia dei Re di Francia. Tra i tanti episodi di deposizioni ed assassinii, riprenderemo qui il caso di DAGOBERTO II, poiché è sulla schiatta di questo re che, in particolare, si posò l'attenzione e l'interesse di Pierre Plantard e sorsero le sue pretese rivendicazioni sulla discendenza dai Merovingi della propria famiglia.
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