ULTIMO AGGIORNAMENTO: 27/04/2007
Considerazioni introduttive
Un discorso più positivo e costruttivo al riguardo della veridicità dei documenti, può
essere fatto per l’epitaffio sulla lapide verticale della tomba di Marie de Negre d’Hautpoul.
Quello della lapide della marchesa, non è il primo e solo caso di monumento funebre nel quale sia stata nascosta una qualche
intenzione od istruzione segreta in varie forme nei più diversi testi crittografici. L'uso di questo sistema è
antico ed aveva trovato la sua prima espressione proprio nelle iscrizioni funerarie nelle prime tombe dei cristiani, durante le
persecuzioni attuate contro di loro dagli imperatori romani in più di quattro secoli, prima che con Costantino, il Cristianesimo
(cattolicesimo di Roma) diventasse la nuova religione di Stato. Per rendersene conto basta osservare le iscrizioni ritrovate nelle
catacombe ed anche nei sotterranei del Vaticano; l'epitaffio sulla tomba del celebre matematico greco Diofanto; il crittogramma inciso
sull'altare argenteo, copertura di quello in marmo, nella chiesa di San Nicola a Bari o l'epitaffio inciso sulla tomba di Shakespeare.
Nel novero dei documenti noti ed utili per poter effettuare una ricostruzione temporale degli eventi nella complessa storia di Rennes
le Château l’unico che sembra uscire fuori dal ripetitivo canone della falsità materiale è l’epitaffio scolpito
sulla stele (lapide verticale), posta in bella mostra di sé sulla tomba di Marie de Nègre, vedova di François
d’Haupoul, ultimo signore dell’antico castello. Che non possa trattarsi di un falso è fatto certo: il testo dell’epitaffio era
stato copiato da Elie Tisseyre che lo aveva anche riportato nella relazione preparata per il SESA, l’associazione culturale locale di
cui egli era membro (1).
È questo uno dei punti più importanti della nostra storia in quanto, l’epitaffio, è l’unico documento, diversamente
dai tanti altri depositati presso la Biblioteca Nazionale di Francia, per il quale non sembra esserci stata manipolazione - in
particolare da parte del solito Plantard o dei suoi soci – anche se il suo testo è pieno di inesattezze:
È noto che la prima menzione della presenza, nel cimitero di Rennes, delle lapidi (verticale ed orizzontale) si trova in un libro, depositato in epoca successiva alla sua redazione (1884) alla Biblioteca Nazionale Francese a Parigi, del quale è stata assegnata la paternità a Eugène Stublein (2).
Questi scrisse molti articoli e tre libri, il più famoso dei quali è "Descriptions d’un voyage aux établissments thermaux de l’arrondissement de Limoux" (1877) composto di sole 31 pagine. Eugène era un eclettico, versato in diversi campi, che amava porsi sempre delle domande. Visse, per la maggior parte della sua vita, nelle immediate vicinanze di Rennes le Château e dal suo piccolo libro di viaggio appare chiaro che traeva piacere nel visitare nuovi luoghi e fare scoperte. Da questo suo specifico interesse potrebbe derivare il fatto che egli abbia potuto illustrare le sue scoperte con semplici immagini dei monumenti da lui stesso ritrovati e, quindi, anche delle due antiche lapidi di Rennes le Château.
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