Non si tratta più solo del solito ambiente monarchico-religioso; l'associazione, prima di lui, era stata guidata dal famoso quanto chiacchierato George Monti conte d'Israeli che aveva avuto una grande influenza negli ambienti massonici dell'epoca. Il conte era stato poi da quell'istituzione avversato per suoi presunti tradimenti e collegamenti con i Gesuiti e, poco dopo, era morto in circostanze molto strane, forse avvelenato, come ebbe a dire il medico suo personale Camille Savoire, anch'egli membro importante della Massoneria ufficiale francese, dalla quale si sarebbe anche lui distaccato per fondare una nuova obbedienza massonica. Il fatto strano, però, è che tutte le associazioni dove Plantard era stato a capo stabilivano nel proprio regolamento l'impossibilità di adesione per gli ebrei ed i massoni. Pierre stesso era stato accusato, da un affiliato agli Alpha Galates, di essere massone e solo dopo un processo interno all'associazione era stato discolpato: oggi, però, in una lettera scritta dal figlio Thomas è possibile, invece, leggere che Pierre era un massone affiliato al Grande Oriente di Francia!.
Ma l'ombra più sfuggente che aleggia su Plantard è quella del nonno
giornalista che - sempre a dire del nipote - avrebbe avuto frequenti
contatti con l'abate Saunière ed anche una fitta corrispondenza che
Pierre si sarebbe fatta restituire dopo una visita a Marie Denarnaud,
ormai divenuta erede delle fortune dell'abate. È quindi evidente che,
nell'età più matura, dopo aver stretto singolari amicizie, Pierre Plantard
potrebbe aver assunto un nuovo e diverso orientamento nei confronti
della religione cattolica: non più un fedele militante ma un segreto
nemico (massone?).
In un recente articolo, Luc Chaumeil ha avuto modo di chiarire come
Plantard fosse diventato molto critico nei confronti della Chiesa e
non avesse più rispetto della sua istituzione e dei suoi sacerdoti e
si fosse avvicinato ad una forma di religione più paganeggiante e, quindi,
fosse arrivato ad avversare il dogma della divinità di Cristo ed ad
avvalorare, invece, la possibilità di una sua discendenza regale, assai
più terrena.
Lincoln, Baigent e soci – da buoni protestanti – e con maggiore finezza di Plantard non hanno fatto altro che riprendere le confidenze e le conoscenze di Pierre, propugnate nell'ultima associazione segreta forse anche da lui capeggiata – il Priorato di Sion – e, sulla scorta di quanto saputo nei contatti avuti hanno elaborato, sviluppato e, ancora una volta nella storia, disvelato al mondo – forse nell'ambito di un loro comune e concordato disegno - le ipotesi sulla natura umana del Cristo e sulle sue probabili vicende terrene, scrivendo libri in cui viene affermato il loro credo, con probabili ricostruzioni storiche ed artistiche, e la sapiente introduzione di associazioni segrete di vario tipo – alcune già note nella storia - attorno alle quali si sarebbero cristallizzati l'intera difesa e l'onere della memoria temporale, della tradizione sull'eredità del Cristo e sulle sue particolari dottrine e conoscenze in contrasto con quelle ufficiali della Chiesa cattolica.
La breve analisi di questi collegamenti ci porta a concludere che
Plantard ha, in qualche modo, tentato di appropriarsi - introducendo
e replicando nella propria vita - quelli che erano stati inesplicati
e misteriosi aspetti della vita di illustri personaggi del passato (nobili,
re francesi, ecc.) e che la strana attività e le ricerche di Saunière
avevano riportato alla ribalta.
Tutto quanto, fin qui sommariamente rappresentato, è conferma del fatto
che Plantard era stato assai presto portato a conoscenza del mistero
di Rennes le Chateau, poiché il suo coinvolgimento era avvenuto sin
da quando era molto giovane: egli, infatti, veniva considerato dagli
anziani membri dell'ordine degli Alpha Galates, un personaggio piuttosto
importante ed alcuni riposero in lui la loro fiducia nei tormentati
giorni dell'occupazione nazista in Francia. Questo spiegherebbe anche
le sue molte entrature nei servizi segreti, nell'esercito e nella politica
che culminarono poi con la sua asserita collaborazione con due Presidenti
della Repubblica: Charles de Gaulle e François Mitterand.



