Noel non era stato trascinato nella vicenda da motivi trascendenti o per tentare l'ascenso personale ma, aveva invece, una spiccata tendenza, da buon imprenditore, a far fruttare a tutti i costi – ed il prezzo pagato potrebbe essere stato molto caro vista la sua non usuale morte - la storia di Rennes per renderla in soldoni sonanti. È certo – e lo si può con facilità constatare dai suoi scritti conosciuti - che il suo interesse nella vicenda era collegato alla scoperta di un tesoro "materiale", ma un destino beffardo aveva reso improvvisamente muta Marie Denarnaud dalla quale aveva ereditato le proprietà di Saunière e, così, tutto gli era sfuggito di mano.
Il navigatore che fosse già a conoscenza degli aspetti più comuni ed elementari della storia e del mistero di Rennes troverà in questo sito informazioni sugli aspetti meno noti o che sono stati poco investigati, sulle nuove ipotesi di lavoro e sugli esiti delle più recenti ricerche della vicenda.
Il navigatore meno esperto, all'inizio del faticoso cammino che lo porterà alla conoscenza dovrà, invece, armarsi di tanta pazienza e leggere almeno pochi libri di base, in italiano che, nell'arco del ventennio trascorso, sono stati pubblicati sulla complessa storia di Rennes e dovrà visitare alcuni siti web (anche stranieri) dove potrà apprendere altri fatti ancora.
Prima di addentrarsi, quindi, negli aspetti particolari e più intriganti di questa "Antiqua Historia" bisogna affrontare subito il toro per le corna e porsi la domanda essenziale di questa affascinante storia: perché sono stati posti in essere, inventati tanti espedienti per occultare il luogo in cui sarebbe stato nascosto un tesoro d'immenso valore? Non sarebbe stato più semplice fare come i pirati e, cioè, disegnare un'unica mappa e conservarla da qualche parte per poter poi ritrovare il luogo in cui era stato nascosto?.
E se questo era il modo più facile per tramandare il segreto perché, invece, l'abate HENRI BOUDET, sin dal 1886, aveva scritto un voluminoso quanto enigmatico libro (La vrai langue celtique), e Saunière aveva restaurato, ingrandito ed abbellito con "strani" ornamenti e manufatti un'antica chiesa - costruita su di un tempio pagano, dai Visigoti - dissacrato un intero cimitero, con tombe anch'esse antiche, sparpagliando le ossa dei morti e scritto strani messaggi in codice?
Per partire bene è, quindi, necessario effettuare innanzitutto un'analisi approfondita che deve consentirci di fare chiarezza sui dubbi che circondano l'autenticità dei documenti che sono alla base della nostra storia e, cioè:
- le pergamene, contenenti i codici cifrati, e che si vuole trovate da Saunière nella chiesa di santa Maria Maddalena;
- le lapidi (verticale e orizzontale) poste sulla tomba della marchesa MARIE DE NEGRE D'ABLE D'HAUTPOUL DE BLANCHEFORT.
L'elemento importante che lega le lapidi alle pergamene è quello che, se al testo dell'epitaffio
CT GIT NOBLE MARIE DE NEGRE DARLES DAME D'HAUPOUL DE BLANCHEFORT AGEE DE SOIXANTE SEPT ANS DECEDEE LE XVII JANVIER MDCOLXXXI RESQUIESCAT IN PACE
si aggiungono le lettere "PS PRAECUM", apparentemente incise sulla lapide orizzontale, si ottiene un anagramma perfetto del messaggio cifrato nascosto nella seconda pergamena.
Le parole "PS" e "PRAECUM" sono visibili anche su altri manufatti sparsi nei dintorni di Rennes, come nella cosiddetta "dalle della Coume Sourde" ed in un altro trovato durante i lavori di scavo citati nel rapporto CHOLET [1]. Tutto questo non può essere dovuto al caso!.



