Carrozze, costumi, tutto fu predisposto per il ritorno del futuro
re, anche la sfilata d'intronizzazione e la cerimonia d'incoronazione:
mancava solo il voto formale dell'Assemblea che era questione di ore.
Ma, il 23 ottobre 1873, come una palla di cannone, giunse improvvisa
una lettera aperta di Enrico, che rimasto sino a quel momento in silenzio,
reiterava ora il suo rifiuto di ogni compromesso sulla vecchia questione
della bandiera!.
Nella costernazione più completa il conte DE BROGLIE,
capo dei monarchici, e tutti gli altri deputati si trovarono costretti
a prorogare il mandato al maresciallo Mac Mahon, nella speranza che,
nel frattempo, il conte di Chambord avesse cessato con le sue pretese
sulla bandiera tricolore.
La Francia entrò in punta di piedi in un regime repubblicano che era
più conservatore di quello del Presidente Thiers e, però, non ebbe mai
un Enrico V come re, anche se, non si decise ancora ad ufficializzare
la Repubblica.
Enrico abbandonò i suoi sostenitori francesi e, alla sua morte (1883) non avendo avuto figli, la famiglia borbonica francese si estinse (pare fossero infondate le rivendicazioni di un mitomane che alla fine dell'800 pretendeva di essere figlio del duca di Berry e di AMY BROWN).
Con la scomparsa di Enrico si verificò un'ulteriore spaccatura tra
i monarchici francesi. Mentre la metà dei Legittimisti si unì agli Orleanisti
parteggiando per il Conte di Parigi (chiamati BLANCS
D'EU), un'altra si schierò con l'erede non solo materiale di Enrico
(i cosiddetti BLANCS D'ESPAGNE). Il conte di Chambord,
a dire di questi ultimi, aveva sempre protestato contro coloro che gli
presentavano, di volta in volta, i possibili suoi successori mentre
aveva sempre incoraggiato chi gli ricordava la legge salica, fondamento
del diritto alla successione. L'erede al trono fu, quindi, il dodicesimo
figlio dell'infante di Spagna, GIOVANNI (JEAN
III), iniziatore della dinastia detta "CARLISTA", nato nel palazzo
d'ARANJUEZ il 15 maggio 1822.
Quando in Spagna fu cambiata la legge di successione, Giovanni dovette
andarsene in esilio con tutta la famiglia. Tra lui ed il conte di Chambord
non intercorrevano, però, buoni rapporti per motivi del tutto privati
e non dinastici. Enrico, infatti, avrebbe voluto in sposa l'arciduchessa
MARIA BEATRICE D'AUSTRIA ESTE, figlia del duca FRANCESCO IV, ma con
suo sommo rammarico, costei gli aveva preferito proprio Giovanni che
ella amava ed aveva dovuto ripiegare, per il suo matrimonio, sull'altra
sorella maggiore, l'arciduchessa MARIA TERESA.
Giovanni, non riuscì mai a trascinare i legittimisti francesi che erano abituati alle grandi qualità di Enrico verso il quale avevano manifestato sempre una devozione forse anche eccessiva e, dopo i funerali del conte di Chambord, si mantenne in disparte conducendo una vita molto discreta. Solo dopo la sua morte (18.5.1887) si venne a conoscenza di un breve messaggio che aveva destinato ai suoi sostenitori in Francia.



