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Dopo il disastro del 1870, dopo la Comune, non si è capito per quale ragione una camera monarchica non aveva potuto restaurare la monarchia nella persona del conte di Chambord del quale papa PIO IX diceva: «tutto ciò che egli dice è ben detto; tutto ciò che egli fa è ben fatto». Ma Enrico V aveva proclamato:

Perché la Francia sia salva bisogna che Dio ne rientri in possesso, perché io vi possa regnare da Re!»

(al conte di Mun, 20.11.1878);

La Verità ci salverà, ma la Verità integra. Sì, l'avvenire è degli uomini di fede, ma alla condizione di essere nello stesso tempo uomini di coraggio, non temendo di dire in faccia alla rivoluzione trionfante ciò che essa è nella sua essenza, e alla contro rivoluzione ciò che deve essere nella sua opera di riparazione e di acquietamento.

e, quindi, veniva considerato l'ultimo re dei Borboni che desiderava di andare al trono solo per essere il re più cristiano della Contro rivoluzione.
Il suo pensiero era in completa opposizione a quello del potere occulto. La Massoneria avrebbe acconsentito, senza dubbio a malincuore, ad una restaurazione monarchica ma solo se questa monarchia non fosse stata cattolica, non potendo accettare un regime fondato sul "servire Dio innanzitutto" e che avrebbe facilitato la missione della Chiesa.
I monarchici dell'Assemblea non volevano ritornare a quei vecchi principi ed i repubblicani vi si erano beninteso totalmente opposti.

Anche i più accaniti sostenitori monarchici non poterono seguirlo su questa strada; il tricolore della Rivoluzione aveva conquistato la sua legittimità col sangue sparso da tutti i Francesi per la Patria sino all'estremità dell'Europa. Il fatto era ancora più costernante, per gli stessi monarchici, perché la bandiera bianca cui faceva riferimento Enrico era stata quella ufficiale della Francia per i soli quindici anni della Restaurazione (1815-1830) mentre, sotto l'Ancien Régime, prima del 1789, non era esistita nessuna bandiera ufficiale della Nazione!.

Bandiera francese

I deputati, ancora scioccati dalla richiesta di Enrico, decisero di costituirsi in Assemblea Costituente (31.8.1871) e votarono la prima legge costituzionale con la quale conferirono al capo del potere esecutivo, ADOLPHE THIERS, il titolo di Presidente della Repubblica Francese. Anziano capo dei Conservatori e servitore della monarchia sin dal tempo di Luigi Filippo I, costui si convinse presto che era meglio essere Presidente della Repubblica che primo ministro di un re, anche se costituzionale. Si allontanò, quindi, dai suoi amici monarchici e si avvicinò prudentemente all'idea di una repubblica conservatrice.

Due anni più tardi (1873) i deputati ritirarono la loro fiducia a Thiers che fu costretto a dare le dimissioni e fu rimpiazzato dal maresciallo MAC MAHON - lo sconfitto alla battaglia di Sedan passava per essere un monarchico legittimista - che poteva aprire la strada alla restaurazione e l'occasione venne appena il decesso dell'ex imperatore Napoleone III, morto a seguito di un'operazione a Londra (6.1.1873): il clan dei BONAPARTISTI si alleò a quello monarchico, sempre diviso tra Legittimisti ed Orleanisti.

Dopo numerose esitazioni le fazioni si accordarono su di un semplice piano: il conte di Chambord, senza figli, sarebbe salito al trono ed alla sua morte, che alcuni si auguravano presto, avrebbe ceduto il trono al Conte di Parigi che era giovane e con figli, per cui l'avvenire della monarchia sembrava assicurato.
Una legazione di nove deputati, capeggiata da CHARLES CHESNELONG, si recò a Salzbourg, in Austria, da Enrico, dove credettero che il pretendente al trono fosse ben disposto a trovare un accordo per il colore della bandiera. A Versailles, quindi, L'Assemblea approvò senza alcuna meraviglia il rapporto di Chesnelong e si preparò alla restaurazione della monarchia.

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