Negli anni '60, alcuni fuoriusciti di Les Revérbères e del Collegio,
fondavano un nuovo gruppo letterario - scientifico, dapprima conosciuto
come SELITEX (Séminaire de
Littérature Expérimentale), i
cui primi lavori comparvero proprio nella rivista del Collegio di Patafisica
del quale costituiva la Commissione di Composizione ed i membri erano
nominati "Datari". Da giovedì 24 novembre 1960, nella cantina del "Vero
Guascone", il matematico - scacchista François LE LIONNAIS, diede al
nuovo gruppo la denominazione di OULIPO (Ouvroir
de Littérature Potentielle), sottocommissione
autonoma nella Commissione degli "Imprévisibles" retta da Raimond QUENEAU.
Anche l'Oulipo, come il Collegio, non si considerava una sorta di scuola
o di movimento letterario, ma, piuttosto, come una specie di società
segreta. All'inizio si ritrovarono sette amici dagli interessi complementari:
matematici che avevano a cuore la letteratura, uomini di lettere con
l'amore per le scienze esatte, che si definivano come dei «topi che
devono costruire il labirinto dal quale si sono proposti di uscire».
La "letteratura potenziale" consiste per i membri dell'Oulipo, in una
ricerca di forme, di nuove strutture e procedimenti suscettibili di
generare poesie, romanzi, testi rispondenti a prefissati schemi, prescindendo
quindi, anche dal tradizionale concetto di "ispirazione" e che potranno
essere utilizzate dagli scrittori a loro piacimento.
Un esempio della struttura oulipiana, che più c'interessa da vicino, è quella del romanzo di George PEREC, "La Vie mode d'emploi" (1978). Tutto il romanzo è come una scatola contenente una moltitudine di romanzi; Perec immagina un palazzo parigino al quale sia stata tolta la facciata, di modo che tutti gli ambienti siano contemporaneamente visibili. La struttura è schematizzata da una sorta di scacchiera 10x10, dalle cantine alle mansarde, e Perec, ispirandosi alla progressione del cavallo nel gioco degli scacchi, tocca varie caselle e crea tanti romanzi in uno.
Tornando alle nostre ricerche e, a riprova di quanto sia stato importante
l'ambiente creativo del Surrealismo per i personaggi del dopo Saunière,
si deve notare come anche il famoso libretto "LE SERPENT
ROUGE" contenga simbolismi che provengono dal "Mysterium
Coniunctionis" di JUNG, opera tenuta in grande considerazione dai
Surrealisti.
Henry Lincoln, peraltro, è stato il primo ad indicare
la probabile connessione tra la vicenda di Rennes ed i gruppi surrealisti,
indicando il dipinto murale di Notre Dame de France, in cui il pittore
Jean COCTEAU, vi appare ritratto con un pentagramma sulla fronte, simbolo
di riconoscimento con altri artisti surrealisti, come Guillaume APOLLINAIRE
che aveva una voglia a forma di stella sulla testa e Raymond ROUSSEL
autore dell'opera teatrale "La Stella sulla Fronte". Nel murale di Cocteau
è presente anche una Rosa Blu, evidente allusione al gruppo di artisti
simbolisti russi che influenzarono Marc CHAGALL ed altri pittori.
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Lo scrittore "patafisico - oulipiano" Raymond Queneau propose un
nuovo senso di interpretazione degli eventi della vita sostenendo «l'uscita
dalla storia» come una soluzione possibile per introdurre un po' d'ordine
e di logica in un mondo che sembra esserne totalmente privo. È questa
la tesi avanzata nel suo più famoso romanzo "Les fleurs bleues" (1965)
in cui «si prende gioco della storia negandone il divenire per ridurla
alla sostanza del vissuto quotidiano» (Italo Calvino, Introduzione a
"I fiori blu", Einaudi, 1981).
Più scarse, invece, sono le notizie
biografiche a disposizione su de Chérisey. Fu, sicuramente un uomo particolarmente
incline ad un tipo di umorismo inusuale. Come de Sède, anche il marchese
frequentava persone prossime ai gruppi surrealisti.



