ULTIMO AGGIORNAMENTO: 05/11/2004
Tra i tanti episodi di deposizioni ed assassinii, assume importanza il caso di DAGOBERTO II, poiché è sulla schiatta di questo re che, in particolare, si posò l'interesse di Pierre Plantard e sorsero le sue pretese rivendicazioni sulla discendenza dai Merovingi della propria famiglia.
Dagoberto, erede al trono del regno di Austrasia, era nato nel 651 e, quando pochi anni dopo il padre - SIGISBERTO III
- era morto venne a trovarsi in una situazione veramente disperata. Sigisberto, allora giovane re (27 anni), dapprima
senza prole e sotto la tutela del proprio maestro di palazzo - GRIMOALDO - credendo di non poter avere figli in tempo
utile per la successione dinastica, dovette adottarne uno e promise a Grimoaldo che, alla sua morte, sarebbe salito al
trono il figlio di costui: CHILDEBERTO. Senonché, quando meno se lo aspettava, gli nacque l'erede e, memore della
promessa precedentemente fatta, fece giurare a Grimoaldo che avrebbe protetto, tutelato ed insediato sul trono il nuovo
nato, il figlio Dagoberto.
Grimoaldo non fu affatto contento di questo cambiamento di programma ed attese l'occasione propizia per utilizzare la
pubblica promessa fattagli da Sigisberto III: infatti, quando il 1 febbraio 656 il re cadde mortalmente ammalato, il
maestro di palazzo ordì una congiura e fece rapire il piccolo Dagoberto ma, non avendo il coraggio di ucciderlo lui
stesso, lo consegnò al vescovo di Poitier, DIDONE. La madre IMNECHILDE fu convinta della morte del figlio e si
rassegnò presto alla perdita del neonato. L'alto prelato, anch'egli partecipe alla congiura, non volle però
macchiarsi di omicidio e, quindi, fece tonsurare il piccolo re e lo tenne con sé a Poitiers, poi, al fine di
toglierlo definitivamente di mezzo, lo fece rinchiudere in un convento forse in Scozia, od in Irlanda.
Tuttavia il piano fallì sia per la potente e decisa opposizione dei notabili del regno di Austrasia sempre in lotta per la supremazia con quelli degli altri regni franchi sia, soprattutto, per la resistenza dei notabili del regno di Neustria, i quali intendevano imporre come unico sovrano il loro re CLOTARIO III, ancora minorenne. Ad un certo momento, Imnechilde si mise in testa di far eleggere re d'Austrasia il figlio scomparso Dagoberto.
Il giovane re, intanto, seppur in esilio in Scozia ed in Irlanda, era diventato il pupillo di un potente vescovo inglese - WILFRID DI YORK - che lo aveva preso sotto la sua protezione sposando la sua causa di ritorno sul trono d'Austrasia. Il vescovo vantava un forte ascendente sul Papa dell'epoca, perché era stato uno maggiori esponenti nel concilio di Whitby, nel corso del quale si era consumato il drammatico confronto tra la Chiesa cattolica e quella celtica e, ovviamente, Wilfrid era stato il campione della causa cattolica.
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