ULTIMO AGGIORNAMENTO: 31/01/2005
Il lavoro del Kipling, rimarrà per il secolo a venire l'opera di riferimento più disponibile ed economica per il codice Beza, sino a quando, nel 1864 non apparve l'opera di FREDERICK HENRY AMBROSE SCRIVENER, che pubblicò una copia completa del manoscritto lionese con introduzione critica, annotazioni, e facsimile del testo, intitolata "BEZAE CODEX CANTABRIGENSIS, BEING AN EXACT COPY, IN ORDINARY TYPE, OF THE CELEBRATE UNCIAL GRAECO-LATIN MANUSCRIPT OF THE FOUR GOSPEL AND ACTS OF THE APOSTLES, WRITTEN EARLY IN THE SIXTH CENTURY, AND PRESENTED TO THE UNIVERSITY OF CAMBRIDGE BY THEODORE BEZAE, AD 1581."
Sebbene, in passato, era stato ritenuto che il codice fosse di produzione del Sud della Francia a seguito della
fondazione e per la liturgia delle chiese greche di Lione, attualmente si pensa ad una redazione del sud Italia, perché
le annotazioni liturgiche riguardano solo il testo greco e tutte datano tra il IX e l'XI secolo, periodo della massima
espansione del Rito Greco in Italia. Le correzioni riguardano principalmente Luca ed Atti e sembrano essere il frutto di
un esperto teologo. Il testo latino dipende da quello greco e si discosta da tutti gli altri testi della tradizione
testuale latina del Nuovo Testamento.
Il manoscritto è costituito da pergamene e conta 415 fogli di cm. 26x21,5. Il testo è su una sola colonna per
pagina, con righe di diversa lunghezza corrispondenti ad unità di senso, onde rendere agevole la lettura durante il
servizio cultuale. Il codice contiene solo i quattro Vangeli nel seguente ordine: Matteo, Giovanni, Luca e Marco e pochi
versi in latino della 3 Giovanni (vv. 11-15). Risultano perdute alcune sezioni in latino e greco e solo il vangelo di Luca
è preservato integro. (5)
Altre particolarità del codice sono date dal fatto che in esso vi sono riportate numerose e significative
varianti, sia con omissioni sia con aggiunte, e non solo di parole od espressioni, ma di intere frasi. Ad esempio,
in Lc,6 è stato inserito il v.5 dopo il v.10 ed è stato aggiunto dopo il vv.4: «Lo stesso giorno,
vedendo un uomo che lavorava di sabato, egli (Gesù) gli disse: Uomo, se tu sai ciò che stai facendo, tu sei
benedetto; ma se non lo sai sei maledetto ed un trasgressore della Legge». Infine il testo negli Atti degli Apostoli
è più lungo di circa un decimo rispetto al testo comunemente tramandato e presenta, talora insieme ad altri
testimoni del cosiddetto "testo occidentale", alcune correzioni che rivelano un atteggiamento misogino.
La critica più recente assume che, tra i codici più antichi, la Vetus Latina ed il codice Beza siano
scarsamente affidabili. Il papa Damaso commissionò infatti una nuova traduzione della Bibbia a san GIROLAMO (384
d.C.) proprio per la scarsa affidabilità della Vetus Latina: lo stesso Girolamo, nella prefazione alla sua
traduzione dei quattro Vangeli, osservava come ci fossero quasi tante versioni quanti manoscritti ("tot enim sunt
esemplaria paene quot codices"). (6)




