Libero pensatore, Poussin potrebbe essere stato messo a parte di un grande segreto ed istruito su un'importante verità occulta perché lo potesse comunicare attraverso la sua arte, con il dipingere "I Pastori in Arcadia", a quelli che erano in grado di decifrare il codice. [6]
Il quadro passò di proprietà dal cardinal Rospigliosi all'ingegnere
reale Henry AVICE. Ad un certo momento Luigi XIV maturò una fissazione
quasi maniacale per alcune opere di Poussin, tra le quali anche
questa seconda versione del quadro che aveva fatto
ricercare insistentemente dal ministro Colbert, e che solo nel 1685
riuscì ad avere, comprandolo sul mercato delle opere d'arte.
Dal momento dell'acquisto da parte del Re, il quadro mutò il titolo
in "PASTEURS D'ARCADIE", come si può evincere dai
Comptes des batiments du Roi, e rimase chiuso negli appartamenti
reali da cui uscì solo nel 1803, quando il Louvre divenne il Museé Napoléon.
Del quadro, ad uso dell'arte, sono state fatte delle copie come l'incisione, datata 1694, opera di Bernard PICART che porta il titolo di "Le Souvenir de la mort au milieu des prosperitez de la vie", e le seguenti informazioni:
Ex tabula N. Poussin manu depicta 2.ped 8.pol.alta ped.3.pol.9.lata quae asservantur in Aedibus Regus. D'après le tableau de N. Poussin haut 2 pieds 8.p. er large de 3. pieds 9. p qui est dans les apartemens du Roy.
Altra copia è la riproduzione marmorea (1823/30), commissionata all'architetto Louis VAUDOYER dal celebre scrittore René DE CHATEAUBRIAND, quando fu nominato ministro di Francia a Roma, e che si trova nella chiesa romana di San Lorenzo in Lucina [7] - segnalata, nel libretto sulla storia della chiesta stessa, come "Il ritrovamento della tomba di Saffo" - eretta sopra alla lapide della tomba di Poussin dove si legge il seguente epitaffio:
Parce piis lacrimis vivit Pussinus in urna vivere qui dederat nescius ipse mori hic tamen ipse silet si vis audire loquentem mirum est tabulis vivit et eloquitur.
Ma, la più famosa e misteriosa tra le riproduzioni del quadro, resta il bassorilievo marmoreo di SHUGBOROUGH, in Inghilterra che, in questa storia ricopre un'importanza fondamentale e della quale dobbiamo occuparci più in particolare.
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